Le recenti alluvioni hanno portato un maggiore interesse, anche se tardivo, sulla manutenzione degli alvei e sponde dei torrenti e fiumi. Ne è un chiaro esempio l’impatto mediatico avuto in questi ultimi giorni dai lavori realizzati tra il fiume Arbia e il torrente Riluogo a sud-est di Siena. Non entreremo nel merito delle questioni ambientali già sollevate da altre associazioni come il WWF, ma ci limiteremo nell’approfondire il lato idrologico della questione, cercando di analizzare i pro e i contro dei lavori svolti. Ci concentreremo sopratutto sui lavori svolti sulle sponde del torrente Riluogo tra la nuova caserma dei Vigili del Fuoco al Ruffolo e la strada di Renaccio. Fino ad un mese fa il torrente era completamente ricoperto da una folta vegetazione di basso e alto fusto, con piante franate nel letto del fiume, materiale ingombrante portato dalle varie piene, insomma un tipico torrente lasciato senza manutenzione da anni e anni. Giusto quindi intervenire per mettere in sicurezza il torrente che ricordiamo interessa strade di primaria importanza come viale Toselli e l’ingresso della tangenziale. I lavori svolti hanno portato al completo taglio della vegetazione non solo sulle sponde del torrente, ma anche nelle immediate vicinanze. Se la “giungla amazzonica” che era presente prima era un pericolo per le piene del torrente in quanto ostruiva il deflusso delle acque, e faceva si che tronchi e piante franassero sul letto del fiume creando pericolosi tappi al primo ponte presente, la situazione odierna è diametralmente opposta. Ora, non sussisteranno per alcuni anni questi problemi, ma si presenterà un rischio a nostro avviso ancor peggiore. L’acqua non avrà più nessun ostacolo nel defluire sia verso il letto del fiume sia verso valle, aumentando notevolmente la sua velocità di deflusso e aumentando in maniera esponenziale l’erosione del terreno, sponde comprese. Inoltre l’assenza di piante ad alto fusto fa si che non ci siano radici a trattenere e consolidare le sponde del torrente, aumentando quindi ancor di più il rischio di cedimenti ed erosione delle sponde.

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Torrente Riluogo lungo la strada del Renaccio

Se i lavori erano necessari visto che era dalla prima metà degli anni 90 che non venivano svolti lavori di taglio delle piante ( specie sul Fiume Arbia ), era auspicabile che una via di mezzo tra la giungla amazzonica e il nulla di adesso fosse la scelta migliore da tutti i punti di vista. Era necessario lasciare parte delle piante ad alto fusto sulle sponde e nelle immediate vicinanze del letto del fiume per far si che le radici e la vegetazione evitassero al minimo l’erosione del terreno. Allo stesso tempo andavano tagliate tutte le piante che non risultavano stabili o che erano già franate in modo da mettere in sicurezza l’alveo del fiume. In questo modo l’acqua avrebbe avuto più spazio per scorrere senza trovare ostacoli, ma allo stesso tempo non avremmo aumentato la sua velocità di deflusso e il rischio erosione.

Questi lavori inoltre non hanno interessato il letto del fiume, che risulta ad oggi ancora pieno di vecchi rami portate dalle più recenti piene e cosa ancor più grave, che risulta al momento il punto più critico, un grosso tappo di legname e materiale vario all’altezza delle campate del ponte ferroviario lungo la strada del Renaccio ( vedi foto 1 e 2 ).

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il tappo che ostruisce il corso del torrente Riluogo

Se malauguratamente dovessimo sperimentare piogge simili o anche di minor intensità a quelle dello scorso 24 Agosto su questo tratto di territorio senese, i rischi idrici sarebbero enormi. Questo tappo che impedisce al torrente di scorrere normalmente formerebbe una sorta di diga, aumentando il livello del fiume proprio in corrispondenza del ponte ferroviario e andando a premere sulla struttura stessa. E’ necessario quindi intervenire il prima possibile nel rimuovere dal letto del torrente questo ammasso di legname che risulta un grande pericolo per la sicurezza. In un momento in cui l’attenzione sulla messa in sicurezza di torrenti e fiumi è al massimo, non si possono tollerare queste mancanze, in piena stagione autunnale men che meno

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